Amici del Microscopio - Associazione





Osservare una goccia d'acqua

C'è un'enorme differenza tra i verbi vedere, guardare, osservare. Il grande scienziato J.B.De Lamarck diceva: "L'uomo non guarda mai il cielo, perchè lo vede sempre". Tutti o quasi, uscendo di casa al mattino, rivolgono lo sguardo al cielo per sapere che tipo di giornata li attende e, se ci sono le nubi, tutti le vedono, ma pochi le osservano. Osservare non vuol dire guardare, vedere; osservare significa concentrare i propri occhi su un soggetto, farne il centro della nostra attenzione, destinare ad esso la nostra capacità di concentrazione, dedicare ad esso i sensi e la mente, dimenticando tutte le altre cose che ci circondano. Si osserva per conoscere, per sapere, per arricchirci di cose nuove, per far nascere in noi domande alle quali si desidererà, poi, dare una risposta. Per innalzare lo spirito, la nostra anima verso cose elevate, quelle che più di ogni altra fanno onore alla dignità umana. Quindi, ricordate sempre: non si guarda in un microscopio, si osserva; per conoscere, per capire, per diventare migliori.

Una proficua seduta richiede alcuni piccoli e facili accorgimenti: tenete il vostro strumento nell'angolo più tranquillo di casa, lontano dai rumori e dalle persone non interessate a quest'attività. Per sopportare bene le lunghe ore di lavoro avrete bisogno di sentirvi a vostro agio. Fate in modo di disporre di una temperatura gradevole, assumete la posizione più comoda possibile disponendo lo strumento e la sedia nella posizione più adatta. Date ad altri l'incarico di rispondere al telefono e pregateli di disturbarvi solo in caso di necessità.

A questo punto iniziate il lavoro. Prima di tutto, accertatevi di aver allestito in maniera corretta il vetrino. Regolate lo strumento fino a quando avrete ottenuto il miglior contrasto e la migliore illuminazione possibili. Cominciate con un basso potere di ingrandimento, 50 o 100 volte. A questo punto iniziate l'osservazione, guardando con attenzione e senza fretta nel campo dell'oculare. Se nulla colpisce la vostra attenzione muovete lentamente il vetrino, con le mani se avete un modello economico, o con le apposite manopole di traslazione se è di tipo più evoluto. Non appena avrete trovato un soggetto di vostro interesse, fermatevi. Cercate di notare tutti i particolari permessi dall'obiettivo usato, poi passate ad un ingrandimento superiore. Spesso vi troverete davanti a qualcosa d'ignoto. Tenete sempre accanto a voi uno dei manuali consigliati in bibliografia. Attraverso i disegni o le fotografie cercate d'identificare ciò che ha attratto la vostra attenzione. Le prime volte incontrerete delle difficoltà, ma non scoraggiatevi;con il tempo e l'esperienza imparerete un sacco di cose nuove e, anzi, saranno proprio quelle sconosciute e mai viste prima a suscitare curiosità ed entusiasmo.

Sappiate fin da ora che le domande che riceveranno una risposta saranno sempre meno di quelle che resteranno in sospeso, con un punto interrogativo. Potete anche passare tutta la vita con gli occhi al microscopio, ma sempre, anche dopo decenni, vi capiterà qualcosa mai visto prima. Sta anche qui il fascino misterioso del microscopio! Alla prima occhiata noterete dei corpuscoli o delle masserelle informi ed opache. In genere, sono piccoli frammenti di vegetali, particelle di fango o resti di animali morti. La vostra attenzione sarà, però, attratta da ciò che si muove: i protozoi, piccoli animali costituiti da una sola cellula, così diffusi nelle acque stagnanti, staranno per divenire i vostri nuovi amici, compagni fedeli dell'avventura che starete per vivere. Ne esistono migliaia di specie diverse, alcune diffuse un po' dappertutto, altre tipiche di acque con caratteristiche particolari. Appartengono a numerosi gruppi, spesso assai diversi fra loro, che, con il tempo, vi diverranno familiari: ciliati, zoomastigi, rhizopodi, suctori, rotiferi e così via. Nomi difficili che imparerete un po' alla volta attraverso i loro esemplari più comuni. Non finisce qui; troverete anche delle magnifiche piante, anch'esse unicellulari, dotate di smaglianti colori, spesso verde smeraldo come le euglene, le diatomee e quelle flagellate. Una cosa che non mancherà di stupirvi è che alcune di esse possono muoversi, nuotare, cambiare di forma sotto il vostro sguardo.

E qualcuna ha anche un organo che funziona come un  rudimentale occhio per la ricerca della luce! Insomma, avrete davanti a voi, allo stesso tempo, il giardino zoologico e l'orto botanico delle meraviglie. Le prime volte potrete anche concedervi il lusso di vagare in qua e là come più vi piace ma, se volete diventare dei veri naturalisti dilettanti, degli autentici microscopisti, dovrete scegliere fra tanta abbondanza e dare sistematicità alle vostre osservazioni. Ripetiamo, osservare non guardare! Nessuno vi obbliga a porre dei limiti ai vostri interessi, tuttavia sono molti gli osservatori che, con così tante occasioni di scelta, hanno deciso di specializzarsi in un settore specifico: c'è chi si occupa soltanto di diatomee, chi predilige lo studio dei protozoi, chi è affascinato solo dalle amebe e chi si interessa, soprattutto, di funghi microscopici o di batteri. Saranno il tempo e l'esperienza a orientare le vostre scelte, ma uno, in particolare, dovrebbe essere l'impegno morale: diffondere la vostra passione per questa scienza, condividere con quante più persone possibili le meraviglie dell'infinitamente piccolo. Diventare missionari della microscopia.

Troverete utile e gratificante disegnare ciò che vedrete, in seguito potrete fare i primi tentativi di fotografia. Molti microscopisti collegano una telecamera al loro strumento, poi seguono le immagini sul televisore ed il collegamento con un comune videoregistratore vi permetterà di realizzare delle videocassette casalinghe che potrete rivedere nel tempo o mostrare ai vostri amici. Se conoscete persone già esperte, rivolgetevi a loro per avere utili suggerimenti.


Qualche piccolo trucco

Una delle difficoltà del neo-microscopista consiste nel riuscire a seguire i protozoi che, spesso, si muovono troppo velocemente. Questo problema è facilmente risolvibile. La quantità d'acqua imprigionata sotto il vetrino copri-oggetti è molto modesta e, col passare del tempo, evaporerà. Via via che il liquido diminuisce, gli animaletti rallentano i propri movimenti, un po' perchè manca loro l'acqua, un po' perchè il vetrino copri-oggetti, non più sostenuto dal liquido, comincia a premere su di loro. Questo è il momento più adatto per l'osservazione. Con i vostri animaletti immobili o quasi, potrete osservare con tutta calma i loro particolari, prendere nota della struttura, osservare le loro caratteristiche interne ed effettuare dei buoni disegni. Questo è anche il momento adatto per scattare fotografie o fare una videoregistrazione.

Attenzione, se permetterete all'acqua di evaporare del tutto, i protozoi moriranno. E ciò non è giusto; in fin dei conti è merito loro se avrete fatto delle proficue osservazioni! Che cosa dovete fare allora? Semplice, aggiungete una piccola quantità di nuova acqua. Procedete così: con una pipetta contagocce aspirate un po' d'acqua e depositatene una piccola goccia accanto al bordo del copri-oggetti, evitando di sovrapporre ad esso del liquido. Poi, prendete una lama sottile o la punta a taglio di un piccolo cacciavite e muovete lentamente l'acqua con un movimento parallelo al bordo del vetrino copri-oggetti, avendo cura di non toccare quest'ultimo. In pochi secondi l'acqua vi penetrerà sotto ed i piccoli protozoi riprenderanno la normale attività, consentendovi di continuare l'osservazione.

Questa è anche un'ottima occasione per fare una curiosa esperienza: chiedete ad un amico di fare l'operazione di aggiunta dell'acqua, secondo le modalità sopra descritte. Voi tenete gli occhi agli oculari. Quando l'acqua penetrerà sotto il vetrino, vi sembrerà di vedere un ruscello in piena. Ciò che è sotto ai vostri occhi sarà spazzato via in un attimo, come quando un fiume esce dagli argini e travolge tutto. Sarà uno spettacolo che non mancherà di stupirvi. Se non volete perdere tempo, nell'attesa che i protozoi rallentino i loro movimenti, preparate i vetrini una mezzora prima di iniziare la seduta. Inutile affermare che l'acqua evaporerà più velocemente nella stagione calda. In inverno, un'unica goccia può permettere anche tre ore consecutive di osservazione. Alcuni manuali, al fine di rallentare il movimento dei microrganismi, suggeriscono di metterli in un mezzo come la cellulosa di metile, che è usata come colla ed è solubile in acqua. Essa rallenta il nuoto degli animaletti, ma lo rende innaturale, quindi noi vi suggeriamo di utilizzare le tecniche suddette, oltretutto semplicissime da mettere in atto.

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