Amici del Microscopio - Associazione





Le Piante che nuotano

Guardando al microscopio una goccia di acqua prelevata da uno stagno, si osserverà che essa ospita decine di piccoli organismi capaci di muoversi in maniera autonoma. Essi appartengono alla classe dei flagellati, così chiamati perchè sono dotati di piccoli organi a forma di frusta, i flagelli, i quali costituiscono il motore che permette a questi microrganismi di muoversi. Alcuni, considerati piante, sono chiamati fitoflagellati, altri, ritenuti animali, sono detti zooflagellati.
La differenza più importante che separa le piante dagli animali è che le prime contengono la clorofilla, un pigmento verde che consente loro il processo di fotosintesi, grazie al quale i vegetali, utilizzando come fonte d'energia la luce solare, producono il nutrimento che è loro necessario. Gli animali, privi di questa capacità, possono nutrirsi solo a spese d'altri esseri viventi.
I fitoflagellati, oltre alla capacità di muoversi, dispongono di un organello sensibile alla luce.
Essi hanno quindi delle caratteristiche che appartengono sia al regno vegetale che a quello animale; sono, insomma, forme di vita intermedie fra i due regni. Un esempio classico è dato dalla chlamydomonas, una pianta lunga pochi micron che vive nelle acque dolci. Essa è costituita da una sola cellula dalla quale emergono uno o due flagelli. I suoi processi vitali sono regolati dal nucleo che racchiude il patrimonio genetico. L'ossigeno e l'anidride carbonica passano attraverso la parete cellulare. La chlamydomonas vive solitaria o in gruppi dove i singoli componenti non hanno legami con gli altri.
Esistono, invece, dei fitoflagellati che vivono in colonie. Un esempio tipico è costituito dalla pandorina. Essa forma delle colonie di 16 cellule immerse in gelatina. L'insieme appare di forma sferica. L'ondeggiare dei sedici flagelli fa muovere l'intera colonia con la grazia di una bolla di sapone spinta da una leggerissima corrente d'aria. Pur vivendo tutti insieme, i membri si comportano come piante singole, provvedendo, ciascuno per proprio conto, alle funzioni vitali quali la nutrizione e la riproduzione. Quando arriva il momento, ogni pandorina si divide in sedici piccole cellule; quando la parete della cellula originaria si apre, ne emergono 16 piccole colonie, ciascuna costituita da altre 16 parti. Un'altra pianta flagellata è l'eudorina; a differenza della pandorina, la sua colonia è costituita da 32 individui. Le colonie di volvoxsono, invece, costituite da migliaia di cellule che, nell'insieme, formano una sfera. In questo caso, però, non tutte sono uguali: alcune hanno la capacità di riprodursi, altre svolgono compiti diversi per la sopravvivenza della colonia.
Volvox ha la capacità di riprodursi per via sessuale. Alcune cellule si differenziano in femminili, più grandi, e maschili, più piccole. Una volta liberate, si riuniscono in coppie attorno alle quali si sviluppa una membrana; in questo modo si forma una spora. Essa è molto resistente e può sopravvivere, in condizioni di vita latente, ad un ambiente ostile per temperatura o assenza d'acqua. La formazione di spore è un utile accorgimento per superare momenti di crisi. Quando si ricostituiscono condizioni favorevoli, la spora torna alla vita attiva, riprendendo la riproduzione per divisione che porterà ad una nuova colonia.

L'euglena

Nell'esperienza quotidiana, tutti sanno distinguere un animale da una pianta. Anche senza essere biologi, sappiamo che un gatto appartiene al regno animale ed una quercia a quello vegetale.
Ma quando ci si immerge nel mondo del microcosmo, le distinzioni non sono così nette. Se è vero che è facile riconoscere in un paramecio un animale, è anche vero che molti abitanti delle acque stagnanti presentano caratteristiche che sono comuni sia ad organismi vegetali sia ad organismi animali.
Un esempio è dato dall'euglena. Essa è un organismo formato da una sola cellula, generalmente di forma allungata, avvolta a spirale larga sul suo asse longitudinale. Appartiene al mondo delle alghe flagellate. Essa è classificata come appartenente al regno vegetale, perchè contiene i cloroplasti, tipici organelli verdi che permettono alle piante il processo della fotosintesi clorofilliana, con il quale producono il nutrimento che è loro necessario. Quando un organismo produce da solo il nutrimento che gli è necessario è chiamato autotrofo. Quindi, l'euglena ha tutti i requisiti per essere considerata una pianta microscopica.
Tuttavia, essa ha anche diversi caratteri tipici degli animali. Grazie ai suoi flagelli, essa può muoversi. Uno dei flagelli si muove ondeggiando davanti all'alga facendola avanzare, se pure un po' lentamente. In presenza di ostacoli, cambia direzione e spesso anche la forma allungata può diventare sferica o incurvarsi. Ma non è tutto: questa minuscola alga possiede una macchia rossastra sensibile alla luce, in pratica un organello che svolge la funzione di occhio.
Alcune specie, anche se in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana, non si possono ritenere completamente autotrofe, perchè non sono in grado di produrre alcune vitamine loro indispensabili che devono perciò assumere dall'ambiente esterno. Vi sono, inoltre, delle specie che non possono svolgere il processo di fotosintesi e pertanto devono trovare il nutrimento all'esterno come gli animali. Altre specie ancora possiedono una sorta d'apertura boccale con cui fagocitano batteri, piccoli organismi flagellati ed altre alghe.
L'euglena si riproduce per divisione in senso longitudinale. Il processo richiede alcune ore e avviene solo in assenza di luce. Le sue dimensioni variano da pochi micron fino a mezzo millimetro; sono perciò facilmente visibili al microscopio.

Le diatomee

Le diatomee sono alghe unicellulari munite di guscio siliceo formato da due parti, una delle quali(quella superiore) è di dimensioni maggiori rispetto a quella inferiore. Un esempio attinente, per chiarire il concetto, è quello di pensare ad una scatola con il coperchio. All'interno vi si trova il protoplasma cellulare. Queste "scatoline" dalle forme più bizzarre, sono ricoperte, nella maggioranza dei casi,da piccoli fori, incisioni e minuscoli rilievi, tali da formare degli strani quanto straordinari reticolati, che rendono questi organismi microscopici particolarmente belli, tanto che molti microscopisti dedicano la loro attenzione esclusivamente all'osservazione ed alla catalogazione di questi esemplari così vari. Esse si muovono con un metodo del tutto unico.
La parte inferiore del guscio siliceo è tutta forata e ha anche una fenditura chiamata rafe. Da questa fessura, il citoplasma presente nella diatomea tende ad uscire, posizionandosi lungo il rafe, causandone così il movimento, come se essa fosse munita di un cingolo simile a quello dei mezzi blindati.
Quelle più comuni hanno una forma che assomiglia ad una barca (navicula) o ad una sottile lancia.
Le diatomee si riproducono per divisione diretta, dando luogo alla scissione del protoplasto che alloggia all'interno del guscio, innescando un processo di allontanamento delle due metà, al cui posto trovano spazio le cellule figlie che formano nuovamente le teche mancanti.
Tutto questo si ripete da circa 170 milioni di anni !

Le coniugatoficee

Le coniugatoficee sono alghe viventi esclusivamente in acqua dolce, unicellulari ed appartengono al gruppo delle alghe verdi. Per la particolare bellezza, meritano l'attenzione del microscopista.
I botanici le suddividono in quattro ordini. Tre di essi sono rappresentati da alghe che si presentano solitarie; all'ordine delle filamentose, invece, appartengono alghe che si attaccano le une alle altre, formando dei fragili filamenti che possono interrompersi facilmente, senza che i singoli componenti ne risentano.
Sono definite "coniugatoficee" per il modo in cui si riproducono: le cellule di sesso diverso si avvicinano e si uniscono attraverso un piccolo canale, con il quale scambiano il loro patrimonio genetico. Le coniugatoficee possono riprodursi anche per divisione.
Particolarmente belle sono le closterium, dalla tipica forma a falce di luna.

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